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| Gli oggetti |
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Gaber, un artista "scomodo", a cui va riconosciuto, tra gli altri, il merito di aver previsto con sorprendente lucidità alcuni cambiamenti del nostro tempo. Il monologo "Gli oggetti", tratto dallo spettacolo Polli di allevamento del 1978, descrive la "sottomissione" agli strumenti tecnologici, riconosce come sia facile (e comodo) cedere all'omologazione culturale e comportamentale che trasforma la persona in consumatore. Denuncia una società caratterizzata dallo "sviluppo senza progresso" e dall'accettazione supina del feticcio rappresentato dagli "oggetti".
Erano il frigorifero e la lavatrice, oggi si parla di pc, tablet, smartphone. Oggetti che, riportati al ruolo di "utensili", possono invece essere efficaci strumenti di accesso e impiego delle informazioni grazie alle nostre tecnologie.
Si ringrazia la Fondazione Giorgio Gaber. Fare click sull'immagine vicino al titolo per ascoltare il monologo recitato dall'artista.
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